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0 anni dopo la Belt and Road Initiative cinese: espandere i mercati e indebolire la sovranità alimentare

D'ora in poi, la Belt and Road Initiative si concentrerà presumibilmente su progetti più piccoli e più rispettosi dell'ambiente, con una grande eccezione: il cibo e l'agricoltura. Infatti, il commercio di prodotti alimentari e agricoli con i partner della Belt and Road Initiative è aumentato del 162% nell'ultimo decennio, raggiungendo i 7,61 miliardi di dollari.

D'ora in poi, la Belt and Road Initiative si concentrerà presumibilmente su progetti più piccoli e più rispettosi dell'ambiente, con una grande eccezione: il cibo e l'agricoltura. Infatti, il commercio di prodotti alimentari e agricoli con i partner della Belt and Road Initiative è aumentato del 162% nell'ultimo decennio, raggiungendo i 7,61 miliardi di dollari.

Semi di resistenza

Italian version of the "Seeds in Resistance" video

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L'ascesa dei superbatteri – perché l'agricoltura industriale è colpevole

L'uso massiccio di antibiotici, fungicidi ed erbicidi nell'agricoltura industriale sta contribuendo a minare le medicine umane salvavita. I governi e le agenzie intergovernative hanno creato task forces, gruppi di lavoro e linee guida per far fronte all'aumento della resistenza antimicrobica. Ma nessuno sembra voler affrontare una delle cause alla radice. Non è forse questa un’ulteriore prova del fatto che sia ora di abbandonare l'agricoltura industriale e rivolgersi, invece, all'agroecologia e alla sovranità alimentare? Ciò contribuirebbe anche ad eliminare una delle cause principali del crollo delle popolazioni di specie in tutto il mondo, nonché uno dei principali responsabili della crisi climatica.

L'uso massiccio di antibiotici, fungicidi ed erbicidi nell'agricoltura industriale sta contribuendo a minare le medicine umane salvavita. I governi e le agenzie intergovernative hanno creato task forces, gruppi di lavoro e linee guida per far fronte all'aumento della resistenza antimicrobica. Ma nessuno sembra voler affrontare una delle cause alla radice. Non è forse questa un’ulteriore prova del fatto che sia ora di abbandonare l'agricoltura industriale e rivolgersi, invece, all'agroecologia e alla sovranità alimentare? Ciò contribuirebbe anche ad eliminare una delle cause principali del crollo delle popolazioni di specie in tutto il mondo, nonché uno dei principali responsabili della crisi climatica.

Digitalizzazione dell’agricoltura: quali sono i rischi per i contadini e le popolazioni del Sud globale?

Lo scorso Marzo 2019 a Bangkok, in Tailandia, è stato organizzato da movimenti sociali un meeting internazionale dedicato al tema della “giustizia digitale” . Il meeting ha visto la partecipazione di circa sessanta tra attivisti ed accademici provenienti da tutte le parti del mondo.

Lo scorso Marzo 2019 a Bangkok, in Tailandia, è stato organizzato da movimenti sociali un meeting internazionale dedicato al tema della “giustizia digitale” . Il meeting ha visto la partecipazione di circa sessanta tra attivisti ed accademici provenienti da tutte le parti del mondo.

Accordi commerciali che incidono sulle leggi sulle sementi in Africa

L’autonomia degli Stati africani sulle politiche in materia di sementi è limitata dagli accordi commerciali – quali gli accordi di libero scambio o i trattati di investimento – firmati dagli Stati. Certamente, in linea di principio, ogni Stato è sovrano quando si tratta di firmare o meno tali accordi; tuttavia, molto spesso essi si sono trovati obbligati a concluderli per ragioni finanziarie, geopolitiche, di sicurezza o di altra natura. Nel giugno del 2016, GRAIN pubblicò uno studio di riferimento relativo a tali accordi, prendendo in considerazione sia quelli già sottoscritti sia quelli ancora in fase di negoziazione (vedi “Trade agreements that privatise biodiversity outside the WTO, Annex 1”). Ad oggi, come si è evoluta la situazione?  

L’autonomia degli Stati africani sulle politiche in materia di sementi è limitata dagli accordi commerciali – quali gli accordi di libero scambio o i trattati di investimento – firmati dagli Stati. Certamente, in linea di principio, ogni Stato è sovrano quando si tratta di firmare o meno tali accordi; tuttavia, molto spesso essi si sono trovati obbligati a concluderli per ragioni finanziarie, geopolitiche, di sicurezza o di altra natura. Nel giugno del 2016, GRAIN pubblicò uno studio di riferimento relativo a tali accordi, prendendo in considerazione sia quelli già sottoscritti sia quelli ancora in fase di negoziazione (vedi “Trade agreements that privatise biodiversity outside the WTO, Annex 1”). Ad oggi, come si è evoluta la situazione?  

Coltivare per un pianeta piccolo

Le persone desiderano alternative allʼagricoltura industriale, ma si preoccupano. Le operazioni su larga scala, dipendenti dagli input chimici forniti dalle corporazioni, vengono viste come lʼunico modello di coltivazione altamente produttivo. Un altro approccio potrebbe essere migliore per lʼambiente e meno rischioso per i consumatori, ma si presume che non sarebbe in grado di provvedere alla necessità di cibo della nostra popolazione in costante crescita.  

Le persone desiderano alternative allʼagricoltura industriale, ma si preoccupano. Le operazioni su larga scala, dipendenti dagli input chimici forniti dalle corporazioni, vengono viste come lʼunico modello di coltivazione altamente produttivo. Un altro approccio potrebbe essere migliore per lʼambiente e meno rischioso per i consumatori, ma si presume che non sarebbe in grado di provvedere alla necessità di cibo della nostra popolazione in costante crescita.  

Cartone animato "Semi in resistenza"

"Semi in resistenza" è un film di animazione sviluppato nel contesto del documentario "Semi, beni comuni o proprietà delle aziende?" realizzato nel 2017 da un collettivo di organizzazioni dell'America Latina che lavorano in tutto il continente per difendere i semi nativi e indigeni come base della sovranità alimentare dei popoli.

"Semi in resistenza" è un film di animazione sviluppato nel contesto del documentario "Semi, beni comuni o proprietà delle aziende?" realizzato nel 2017 da un collettivo di organizzazioni dell'America Latina che lavorano in tutto il continente per difendere i semi nativi e indigeni come base della sovranità alimentare dei popoli.

Senegal, progetto di land grabbing sull'orlo dell'implosione

Un nuovo rapporto scritto da alcuni ricercatori italiani e pubblicato da Re:Common dimostra che il controverso progetto Senhuile in Senegal è sull'orlo del collasso. Il progetto, avviato quattro anni fa da investitori italiani e senegalesi, è da sempre fortemente contestato dalle comunità coinvolte.

Un nuovo rapporto scritto da alcuni ricercatori italiani e pubblicato da Re:Common dimostra che il controverso progetto Senhuile in Senegal è sull'orlo del collasso. Il progetto, avviato quattro anni fa da investitori italiani e senegalesi, è da sempre fortemente contestato dalle comunità coinvolte.

Chi c’è dietro Senhuile Senethanol? I risultati di un’indagine su un furto di terra in Senegal

Un investimento straniero controverso per produrre agro-carburanti per il mercato europeo su 20mila ettari di terreni agricoli in Senegal ha spostato comunità e scatenato violenti scontri tra contadini e polizia. Re:Common, GRAIN ed il Cadre de Refléxion et d’Action sur le Foncier au Sénégal (CRAFS) hanno condotto insieme un’indagine per svelare la complessa rete di interessi che si nascondono dietro il progetto. Questo è il racconto di cosa è stato scoperto.

Un investimento straniero controverso per produrre agro-carburanti per il mercato europeo su 20mila ettari di terreni agricoli in Senegal ha spostato comunità e scatenato violenti scontri tra contadini e polizia. Re:Common, GRAIN ed il Cadre de Refléxion et d’Action sur le Foncier au Sénégal (CRAFS) hanno condotto insieme un’indagine per svelare la complessa rete di interessi che si nascondono dietro il progetto. Questo è il racconto di cosa è stato scoperto.